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Incubo Chernobyl: il peggio non é ancora passato

Una delegazione di Legambiente guidata da Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, si é recata lo scorso fine ottobre nelle zone contaminate dall'incidente di Chernobyl, in Bielorussia
In Bielorussia ci sono zone molto estese con un livello di radioattività elevatissimo e, purtroppo, molto spesso le popolazioni che vivono nelle aree più colpite sono abbandonate a sè stesse. La delegazione si é recata nella provincia di Bragin, nel villaggio di Gden, dove vivono attualmente duecento persone con una trentina di bambini che hanno un livello di radioattività altissimo.
Il villaggio era stato chiuso tempo fa e poi successivamente riaperto. Oggi tante famiglie vi hanno trovato collocazione. Le condizioni igenico-sanitarie sono molto gravi: manca l'acqua corrente, l'energia elettrica arriva a intermittenza, le comunicazioni sono dissestate e manca addirittura il servizio sanitario in loco. Ma la cosa più inconcepibile é che dopo 23 anni dall'incidente le popolazioni continuano a vivere in aree a forte rischio di contaminazione con la presenza di bambini (per i quali le conseguenze sono molto più gravi) che si nutrono di prodotti dell'orto pieni zeppi di radionuclidi e bevono acqua radioattiva dei pozzi circostanti.
Legambiente denuncerà questo tipo di situazione alla Comunità Internazionale e alla Commissione Europea per chiedere un intervento nel più breve tempo possibile; nel frattempo l'Associazione del Cigno si sta impegnando per sia portare un carico umanitario al villaggio di Gden con cibo e vestiti, sia per la creazione di un percorso più articolato che possa prevedere il trasferimento della popolazione residente in un'area meno contaminata. In questi giorni l'ambulatorio mobile realizzato da Legambiente e provvisto di un ecografo per monitorare l'organo tiroideo, sta effettuando un controllo a tappeto su tutti i bambini della provincia di Bragin, una delle più contaminate. I bambini positivi all'esame saranno seguiti e monitorati nei vari centri ospedalieri del paese. Legambiente ha riconfermato l'impegno a ospitare un certo numero di bambini nel centro speranza non contaminato in Bielorussia dove potranno essere monitorati e seguiti costantemente.
La situazione della centrale di Chernobyl continua a essere molto grave e tutto questo ci fa riflettere in un momento in cui il vento del nucleare sembra soffiare più forte in Europa e nel nostro Paese. Fin qua nessun pericolo chiaro rispetto alla messa in sicurezza del reattore di Chernobyl, tutt'ora a rischio a causa di un'enorme quantità di sostanze radioattive in Bielorussia, Russia e Ucraina. Nonostante ciò nessun monitoraggio specifico é stato attuato né dai paesi coinvolti né dalla Comunità Internazionale. In pratica si fa finta non sia successo nulla. Sulla carta che descrive la contaminazione radioattiva ogni anno vengono abbassati i livelli come se i radionuclidi tendessero a sparire, mentre invece rimangono intatti per secoli. Contina il Progetto Rugiada di Legambiente volto a ospitare i bambini colpiti dalle radiazioni in un apposito centro specializzato ed ecosostenibile a Vilejka, situato tra i boschi e sulla riva di un lago, dove i piccoli vengono seguiti con programmi specifici sia di tipo medico sia di tipo pedagogico. Un vero esempio di sostenibilità energetica, di produzione biologica e di raccolta differenziata. Per avere informazioni a riguardo é possibile consultare il sito www.solidarietalegambiente.org, o chiamare il numero 0564.48771. Inoltre per contribuire al Progetto Rugiada é possibile fare una donazione su C/C postale 12075586 intestato a Legambiente Solidarietà o tramite bonifico bancario intestato a Legambiente Solidarietà, Codice Iban – IT 43 E 050 1802 8000 00000513351