All’ospedale oncologico di Minsk, in Bielorussia, e all’ospedale per la protezione radiologica di Vilne, nell’est dell’Ucraina, gli specialisti non hanno alcun dubbio sul fatto di trovarsi davanti ad un insolito incremento nel numero di tumori, di mutazioni e malattie del sangue legati all’incidente nucleare di Chernobyl di 24 anni fa.
Ma dimostrare che, a centinaia di chilometri dalla centrale nucleare, la mortalità infantile negli ultimi vent’anni é aumentata del 20 – 30%, o che i molti giovani che soffrono di malattie genetiche, malformazioni degli organi interni e tumori alla tiroide sono vittime della peggior fuoriuscita di radioattività mai avvenuta, é impossibile.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Agenzia per l’Energia Atomica sostengono che sono solo 56 le morti direttamente collegabili alla fuoriuscita radioattiva verificatasi a Chernobyl e che a causa di questa le vittime potenziali sono circa 4.000.
Sostengono anche che, dopo l’incidente, soltanto pochi bambini sono deceduti a causa del cancro alla tiroide e che la maggior parte delle malattie comunemente associate a Chernobyl sono di natura psicologica e sono causate da stress, radiofonia, povertà o condizioni di vita malsane.
Ma altri scienziati di fama che lavorano nelle zone più contaminate di Russia, Bielorussia e Ucraina non sono convinti. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, un altro organismo nelle Nazioni Unite, prevede 16.000 morti a causa di Chernobyl; una valutazione fatta dall’accademia delle scienze di Russia parla di almeno 60.000 in Russia e stima che il numero complessiva tra Ucraina e Bielorussia si attesta sulle 140.000 unità. Contemporaneamente, l’accademia delle scienze di Bielorussia parla di 93.000 morti almeno e 270.000 casi di cancro, e la commissione nazionale ucraina calcola che ad oggi i decessi sarebbero non meno di 500.000.
La discordanza di cifre deriva dal fatto che non sono stati fatti studi globali e coordinati sulle conseguenze sanitarie dell’incidente. Questo a differenza di quanto avvenne dopo Nagasaki e Hiroshima, dove studi e ricerche ufficiali hanno evidenziato un grande incremento di molti tipi di tumore e di malattie, manifestatosi anche dopo molti anni dalla caduta delle bombe.
Con Chernobyl ci sono state difficoltà nella raccolta di dati affidabili da quelle zone che sono piombate, dopo l’incidente, in un caos amministrativo senza uguali. Centinaia di migliaia di persone sono state spostate dalle zone contaminate, e la successiva disgregazione dell’Unione Sovietica ha fatto si che i dati venissero persi.
Ci sono poi polemiche su ciò che sia l’AIEA, che begli ultimi 30 anni ha promosso il nucleare civile, che l’OMS ammettono nella loro agenda di discussione. Le Nazioni Unite accettano di prendere in esame solamente studi scientifici pubblicati su determinate riviste in inglese, una regola che di fatto esclude dozzine di altri studi.
Quattro anni fa, un portavoce dell’AIEA ha detto di ritenere che i dati e le cifre dell’OMS fossero corretti. E Michael Repacholi, direttore del Chernobyl Forum presso le Nazioni Unite fino al 2006, ha affermato che persino la cifra di 4.000 decessi potrebbe risultare eccessiva. Il più grave impatto sulla salute di Chernobyl non é causato dalle radiazioni ma dalla paura di queste, ha dichiarato.
Ma oggi Linda Walker, dell’associazione UK Chernobyl Children’s Project che assiste orfanotrofi e finanzia vacanze di risanamento per i bambini di Ucraina e Bielorussia colpiti dagli effetti del disastro, ha chiesto uno sforzo coordinato e deciso per comprendere quali siano i reali effetti del disastro. “Ci sono genitori che danno alla luce bambini con malattie generiche o con disabilità… ma per quanto é dato sapere non si stanno portando avanti adeguate ricerche.”
Fonte: The Guardian.co.uk – 10 gennaio 10